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recensione del cd Quartiron sul trimestrale "seicorde"

 

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Vanitas Vanitatum

Tempi terreni e Infinità celesti

vanitas vanitatum
LAUS CONCENTUS
Elena Bertuzzi  soprano
Massimo Lonardi, Maurizio Piantelli  liuti
Maurizio Less  viola da gamba
Evelina Primo  voce recitante
  

logo museo castello Il concerto è stato presentato al Castello Sforzesco di Milano nel Dicembre 2006,

 nella rassegna "Natale nei Musei - Tempi terreni e Infinità celesti", cui ha dato titolo

 

"In un dialogo tra poesia e musica ci si interroga sul tempo: lo scandire delle note e dei versi segna il trascorrere dei secoli….  alla domanda che ci pongono compositori e poeti certamente non daremo una risposta definitiva, ma sarà possibile lasciarsi portare verso le infinità celesti almeno con l’immaginazione"

 

TEMPUS VISIBILIS

Andrea Camilleri, “Tempo” (1948)

Bartolomeo Tromboncino (1470-1535), A la fama si va per varie scale

 

TEMPUS FUGIT

Marco Cara (1470-1525), Non è tempo d'aspettare

Kahlil Gibran, "Sul Tempo"

Paolo Scotto (XV sec.), O tempo o ciel volubil (Sonetto di Francesco Petrarca)

 

VANITAS TEMPORIS

William  Shakespeare, “Peccato di vanità domina i miei occhi”

Jacques Arcadelt (1504-1568), Il bianco e dolce cigno

Lorenzo de’ Medici, “Canzona di Bacco”

Anonimo (XV sec.), Chi vuol esser lieto sia (Trionfo di Bacco e Arianna)

Omar Kayaam, “Quartine”

Piero Zanin Bisan (XV sec.), O despietato tempo

  

AB AETERNUM

S.Agostino, “Che cosa è dunque il tempo? (dalle Confessioni)

Anonimo (XVI sec.), Fuggi fuggi fuggi dal mondo bugiardo

Anonimo (XVI sec.), Ognun driza al ciel el viso

 

TEMPUS CONSOLATIONIS

Ugo Foscolo, “Perchè della fatal quiete tu sei l’imago”

Pietro da Lodi  (XVI sec.), Riposarmi in questo porto

Giacomo Leopardi, “L’infinito”

Bartolomeo Tromboncino, Hor che’l ciel et la terra

     avanti
 
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